La Parola di Dio

Dio non è dei morti ma dei viventi!

Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti ma dei viventi!”.

Ecco un brano un po’ curioso (Lc. 20,27-38). San Luca ci riporta un dialogo fra Gesù e i Sadducèi. I Sadducèi erano aderenti a un movimento religioso che rifiutava il concetto di risurrezione e proprio loro, volendo mettere in imbarazzo Gesù, gli raccontano la storia paradossale di una donna sette volte vedova e mai madre. E gli domandano: “La donna, alla risurrezione, di chi sarà moglie?”.

Questi Sadducèi banalizzavano la risurrezione perché la concepivano in termini materiali e per questo Gesù afferma che la vita dei morti sfugge agli schemi di questo mondo presente: è una vita diversa perché divina ed eterna. Rispondendo loro, Gesù cita sorprendentemente Esodo 3,6: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è dei morti ma dei viventi!”.

Questo è un testo su Dio e non sulla risurrezione. Ma proprio qui sta l’originalità di Gesù, egli infatti conduce il discorso alla radice, cioè sulla concezione del Dio vivente e sulla sua fedeltà: se Dio ama l’uomo, non può abbandonarlo in potere della morte.

La risurrezione non significa in alcun modo un prolungamento dell’esistenza presente, la risurrezione non è la rianimazione di un cadavere, come capitò a Lazzaro che Gesù chiamò dal sepolcro.

E’ invece un salto di qualità, un’esistenza nuova che non rinnega la nostra attuale ma la sublima: la promessa di Dio ci assicura che tutta la realtà della persona entra in una vita nuova, dove non si misura più il tempo né lo spazio ma solo l’intensità dell’Amore eterno ed infinito.

Buona Domenica. Don Stefano.

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