La Parola di Dio

Se tu sei il re dei giudei, salva te stesso!

La prima Domenica di Quaresima ci mette davanti l’immagine di Gesù nel deserto, laddove ha fatto la sua quaresima, nel deserto che è una terra difficile da abitare, tremenda per il caldo opprimente e il silenzio assordante.

Anche il popolo d’Israele aveva peregrinato tanti anni nel deserto prima di raggiungere la terra promessa, e proprio lì in quel deserto anche il popolo di Dio si è trovato alle prese coi disagi che comporta quella terra arida.

Anche per noi il deserto è il momento della prova, della tentazione, quando lo spirito del male (il diavolo) viene a provocarci approfittando dei momenti di maggior criticità e debolezza.

Gesù non è stato esente da tutto questo: è venuto in mezzo a noi, uomo fra gli uomini, accettando un’esistenza come la nostra, un’esistenza messa quotidianamente alla prova. Le tre tentazioni raccontate dall’evangelista (Lc 4,1-13), vogliono essere la sintesi di ogni specie di tentazione.

Se tu sei figlio di Dio …” puoi approfittare del potere che ti appartiene per favorire te stesso! E Gesù avrebbe potuto conformarsi alle attese del popolo (per essere in tal modo accettato e popolare) ma ha preferito attenersi alla parola di Dio: ecco la prova.

Durante tutta la sua vita Gesù è stato sotto pressione con tentazioni provenienti da varie parti (da Satana, da scribi e farisei, dalla gente), tentazioni allo scopo di distogliere Gesù dalla fiducia nella parola di Dio per indurlo a percorrere strade umanamente più promettenti. Queste prove Gesù le ha superate con la preghiera e la vigilanza e nel più completo abbandono nelle mani del Padre, rifiutando fino all’ultimo ciò che il tentatore gli aveva proposto sin dall’inizio: “Se tu sei il re dei giudei, salva te stesso! … Se tu sei il Figlio Dio scendi dalla croce!”. Il diavolo, che sapeva bene chi fosse Gesù, fa finta di non saperlo per metterlo alla prova, mentre il centurione, che non conosceva Gesù, al momento della sua morte dirà: “Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!”.

La prova a cui fu sottoposto l’antico popolo d’Israele si ripropone nella vita di Gesù e, più tardi, nella vita della comunità e dei discepoli. Oggi nella vita di ciascuno di noi: non possiamo usare Dio per avere più cose, per avere più potere per avere quello che vogliamo, perché Dio va cercato per se stesso non per quello che può darci a séguito delle nostre richieste.

Nel deserto allora anche noi possiamo incontrare Dio e metterci in cammino con lui in questa Quaresima, per arrivare dal deserto al giardino, quel giardino in cui Gesù la mattina di Pasqua è risorto e dove chiama anche noi a risorgere con lui.

Buona Quaresima. Don Stefano.

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