La Parola di Dio

Vide e credette

Solo Giovanni “Vide e credette”. Cosa vide? Non solo i panni che avvolgevano il corpo del Signore, vide più in là, vide che da quella tomba vuota ripativa la vita, come per Lui così anche per loro.

Eccoci arrivati alla Pasqua. Il brano del Vangelo in questo giorno santo ci presenta la corsa al sepolcro e la scoperta del fatto clamoroso: la tomba è vuota ma il Signore è uscito per una vita nuova (Gv 20,1-9).

La prima è lei, Maria di Magdala, che al mattino presto, nell’ora tra il buio e la luce, si reca a visitare la tomba. A fare cosa? Solo a vedere, guardare, soffermarsi, toccare la pietra, magari piangere sui ricordi di quel Maestro che l’aveva salvata e messa su strade nuove e piene di vita ….. Ma ecco, la pietra è ribaltata e Lui non c’è. Presa dalla paura corre dagli apostoli e così Pietro e Giovanni la seguono al sepolcro per rendersi conto dei fatti.

Non è un sepolcro vuoto che rende plausibile la risurrezione, quanto piuttosto incontrare Lui vivente. Ma Lui non c’è! Certo, non è lì perché quello è il luogo dei morti, va cercato nei luoghi dei viventi!

I due apostoli, una volta arrivati al sepolcro, entrano e guardano: “Non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti”.

Solo Giovanni “Vide e credette”. Cosa vide? Non solo i panni che avvolgevano il corpo del Signore, vide più in là, vide che da quella tomba vuota ripativa la vita, come per Lui così anche per loro.

Allora parte la ricerca del Signore Gesù, va cercato fuori, altrove, diversamente, è in giro per le strade, è il Vivente, un Dio da cogliere nella vita; cercarlo sì ovunque ma non certo fra le cose della morte.

Quel cammino degli apostoli nel tornare al cenacolo era già un primo segno di ricerca: il cammino è ricerca, il cammino è scoperta, il cammino fa incontrare e stabilire relazioni di cuore.

La risurrezione di Gesù è un’assoluta novità rispetto ai miracoli di risurrezione di cui parla il Vangelo. Per Lazzaro ad esempio si era trattato di un ritorno alla vita di prima, quasi un cammino all’indietro. Quella di Gesù invece è un cammino in avanti e Lui è l’apripista di una lunghissima migrazione dell’umanità verso la vita di Dio.

Cerchiamo questo Risorto dov’è la vita: nel nostro cuore, nei nostri fratelli, nella nostra comunità, nei luoghi dove l’uomo di oggi vive, soffre e spera e lì, con occhi nuovi e cuore nuovo, potremo vivere la nostra risurrezione insieme alla Sua.

Buona Pasqua. Don Stefano

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