La Parola di Dio

In principio …

In questa Domenica ci viene proposto l’inizio del Vangelo secondo Giovanni, il prologo, che è già stato proclamato nella liturgia il giorno di Natale (1,1-18). Non si raccontano i fatti accaduti ma il loro significato profondo, partendo da lontano, molto lontano. “In principio …

Queste le primissime parole della Bibbia, quando “in principio” Dio creò il cielo e la terra … Queste stesse parole sono riprese dall’evangelista per andare oltre ogni principio, ancor prima della creazione, perché prima di tutto e di tutti “era il Verbo”, cioè c’era la Parola potente di Dio, attraverso la quale il Signore Dio ha creato anche il mondo. Questo è l’inizio dell’inizio, il principio assoluto, il mistero insondabile della Trinità. Questo mistero racchiuso in Dio, così lontano, si è aperto per farsi dono di amore, per noi perché potessimo essere partecipi della sua vita. Ecco allora che “il Verbo si è fatto carne …” iniziando così una nuova avventura per lui, ma soprattutto per noi!

Questa narrazione ci offre delle immagini, chiare e facili da capire: la luce e le tenebre.

La luce è vita, come nella creazione così nella nuova creazione, in modo che nessuno potrà più dire: qui finisce la terra, qui comincia il cielo, perché ormai terra e cielo si sono abbracciati. Come pure nessuno potrà dire: qui finisce l’uomo, qui comincia Dio, perché creatore e creatura si sono abbracciati e, almeno a Betlemme in quel neonato, uomo e Dio sono una cosa sola.

Poi viene il dramma delle tenebre: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto”. L’uomo ha la possibilità di rifiutare quella luce (vita) che il Verbo fatto carne è venuto a portare all’umanità.

A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio”; non dice che ha dato la possibilità o l’opportunità di diventare figli, ma un potere, un’energia, una vitalità, una potenza umana capace di sconfinare.

E’ questo il nostro Natale!

Buona Domenica. Don Stefano

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