La Parola di Dio

Non abbiamo ancora compreso la scrittura

Se ci fermiamo a considerare solo ciò che appare, anche ai nostri giorni la morte sembrerebbe vincente: il male del mondo, il terrorismo, le malattie, la corruzione, il moltiplicarsi di muri, barriere e naufragi … Come Pietro e Giovanni, “non abbiamo ancora compreso la scrittura”!

E’ Pasqua, la liturgia ci presenta il brano della risurrezione del Signore dal Vangelo secondo Giovanni (20,1-9), quando Maria si reca al sepolcro, lo vede aperto e pensa subito al trafugamento del cadavere: ne è sicura e corre a portare la notizia ai discepoli.

Il primo segno che Gesù dà di sé non è un’apparizione gloriosa ma un sepolcro vuoto. Maria evidentemente non capisce, corre da Pietro non per annunciare la risurrezione del Maestro ma per denunciare una manovra dei nemici, un ulteriore dolore: “Hanno portato via il Signore”, non abbiamo più neanche un corpo su cui piangere! Allora comincia la corsa: tutti corrono in quel primo mattino: Maria, Pietro, Giovanni… sì, si deve costatare ma sembra far capolino qualcosa di totalmente nuovo, di confuso ma di grandioso.

Arrivano al sepolcro e scorgono un altro piccolo segno: le bende e il sudario che avevano avvolto il corpo del Signore non erano gettati per terra alla rinfusa, ma piegati con ordine: un indizio che già di per sé smentisce l’opinione di un frettoloso trafugamento del cadavere. 

La nostra fede inizia da un corpo assente!

Se ci fermiamo a considerare solo ciò che appare, anche ai nostri giorni la morte sembrerebbe vincente: il male del mondo, il terrorismo, le malattie, la corruzione, il moltiplicarsi di muri, barriere e naufragi … Come Pietro e Giovanni, “non abbiamo ancora compreso la scrittura”!

Quante energie di bene, quanti uomini e donne che custodiscono e trasmettono la vita, quanti giovani forti che si prendono cura dei deboli, occhi di luce e sorrisi più belli di quanto la vita non lo permetta: questa gente è nata la mattina di Pasqua, ha dentro di sé il seme della Pasqua, il cromosoma del Risorto. Hanno “compreso la Scrittura”, cioè hanno aperto la loro vita alla vita di Dio.

Quella pietra al sepolcro di Gesù è rotolata da sola, le pietre davanti ai sepolcri del nostro tempo attendono le nostre mani per essere ribaltate e le nostre mani, irrobustite dalla forza del Risorto, devono aprire i sepolcri chiusi per introdurre luce, calore, vita. Dove facciamo entrare amore ogni morte è sconfitta.

Buona Pasqua. Don Stefano.

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