La Parola di Dio

Beatitudini

La pagina di oggi ci parla delle cosiddette “beatitudini”, secondo lo scritto dell’evangelista Luca (8,17.20-26).

Gesù viene a portare il Regno di Dio, una realtà del tutto nuova e anche difficile da accogliere. Egli chiama “Beati” quelle categorie di persone che il mondo ritiene disgraziate: i poveri, quelli che hanno fame, che piangono, che sono disprezzati dagli altri …in realtà Gesù annuncia ai poveri la lieta notizia che Dio viene a visitarli per liberarli dalla loro condizione di indigenza: questo è valido per qualsiasi povertà, anche nell’ordine morale e spirituale. Con questa notizia il Signore non fa promesse per un avvenire lontano, perché già al presente il Regno di Dio fa irruzione nella storia. Se scegliamo il Signore avremo anche fame e sete di giustizia, e ci sarà anche da piangere per quando sperimentiamo le difficoltà nel realizzare questo Regno di Dio intorno a noi: ma lui ci sostiene.

Caratteristica di Luca è aver messo a seguito delle quattro beatitudini quattro lamentazioni: “Beati voi …” , “Guai a voi …

Questi “Guai …” sono per i ricchi, i sazi e i gaudenti, essi infatti corrono il rischio di allontanarsi dal vero tesoro essendo troppo sicuri di averlo già tutto per loro. Questo ultimo richiamo non deve suonare come una minaccia perché Dio non maledice, Dio è incapace di desiderare o augurare il male per quialcuno. Si tratta non di una minaccia, ma di un avvertimento: se ti riempi di cose, se sazi tutti gli appetiti, se cerchi applausi e consensi ad ogni costo, non sarai mai felice. I “Guai …”  sono un lamento, anzi il compianto di Gesù su quelli che confondono superfluo ed essenziale, che sono pieni di sé, e non hanno strade nel cuore ma sono fermi e immobili nella loro autosufficienza. La ricchezza infatti porta a rinnegare la fraternità, e chi rinnega la fraternità uccide la propria umanità.

Buona Domenica. Don Stefano.

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