La Parola di Dio

Eucaristia

In questa Domenica del Corpus Domini la liturgia ci propone un brano tratto dal capitolo 6 del Vangelo secondo Giovanni, una vera catechesi sull’Eucaristia (6,51-58).

Il concetto, rimarcato chiaramente per otto volte in pochi versetti, è questo: il discepolo è colui che mangia e beve la Carne e il Sangue di Gesù!

E’ un invito che sconcerta, anzi l’idea di mangiare la carne e bere il sangue faceva inorridire qualsiasi ebreo; ancor oggi gli ebrei osservano le leggi dell’antico popolo, che proibiscono di mangiare la carne che non sia ben libera da tracce di sangue. Allora perché Gesù adopera espressioni che irritano i suoi ascoltatori, anziché addolcire il linguaggio per facilitarsi approvazione e consenso?

Perché la verità è quella, lui è “il Pane della vita”, lui si offre come cibo, lui dona il suo Sangue come bevanda. Gesù non si accontenta di donare il suo Corpo e il suo Sangue sulla croce in sacrificio di amore, vuole andare oltre perché il suo amore va oltre: lascia la realtà del suo Corpo e Sangue nei segni sacramentali del Pane e del Vino consacrati per stabilire un mistero di comunione e di amore che non finisce mai. Allora il discepolo che mangia e beve il Sacramento mangia e beve il Signore per diventare un tutt’uno con lui.

Perché l’Eucaristia si chiama “la Comunione”? Perché si fa “comunione” con lui, e da lui prendiamo la misura alta del vivere come lievito nel nostro pane, come sangue nelle nostre vene.

La comunione con lui è nello stesso tempo comunione tra noi: la partecipazione all’unico Pane ci rende un unico Corpo. Come i raggi della ruota della bicicletta, tutti convergiamo a Cristo e in lui siamo uniti. Si riconosce e si ama Cristo presente nell’Eucaristia e allo stesso modo si riconosce e si ama nel nostro prossimo. Però: è tanto facile sospirare davanti all’Eucaristia ma quanto è difficile non sbuffare davanti alle richieste, alle difficoltà, alle fragilità di chi abbiamo accanto! Eppure anche lì c’è Gesù: nel vicino di casa, nell’anziano, nell’uomo ridotto sul lastrico, nel bambino rom, nello straniero, nel malato grave… Oggi è dunque la festa della “comunione”: comunione con Dio, comunione con i tanti fratelli che incontriamo.

Che la solennità di oggi possa davvero aprirci gli occhi sul mistero della presenza di Dio in mezzo a noi, nascosto sì, ma non troppo …..

Buona Domenica. Don Stefano

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